30 giugno 2009

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"Io vivo di accenti, di presentimenti, profumi che sento nell'aria.
Vivo di slanci, di moti profondi, fugaci momenti di gloria
e nel silenzio del mondo io sento echi di infinito..."

25 giugno 2009

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SAMUELE BERSANI
--> LE MIE PAROLE <--
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Le mie parole sono sassi
precisi, aguzzi
pronti da scagliare
su facce vulnerabili e indifese
sono nuvole sospese
gonfie di sottointesi
che accendono negli occhi infinite attese
sono gocce preziose, indimenticate
a lungo spasimate e poi centellinate
sono frecce infuocate
che il vento o la fortuna sanno indirizzare
sono lampi dentro a un pozzo
cupo e abbandonato
un viso sordo e muto che l'amore ha illuminato
sono foglie cadute, promesse, dovute
che il tempo ti perdoni per averle pronunciate
sono note stonate
su un foglio capitate per sbaglio
tracciate e poi dimenticate
le parole che ho detto
oppure ho creduto di dire, lo ammetto
strette tra i denti, passate e ricorrenti
inaspettate, sentite, sognate
,,,
le mie parole son capriole
palle di neve al sole
razzi incandescenti prima di scoppiare
sono giocattoli e zanzare
sabbia da ammucchiare
piccoli divieti a cui disobbedire
sono andate a dormire
sorprese da un dolore profondo
che non mi riesce di spiegare
fanno come gli pare
si perdono al buio per poi ritornare
sono notti interminate, scoppi di risate
facce sopraesposte per il troppo sole
sono questo le parole, dolci o rancorose
piene di rispetto oppure indecorose
sono mio padre e mia madre
un bacio in testa prima del sonno
e un altro prima di partire
le parole che ho detto
e chissà quante ancora devono venire
strette tra i denti, risparmiano i presenti
immaginate, sentite o sognate
spade fendenti, al buio sospirate
perdonate, da un palmo soffiate

20 giugno 2009

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"Non sappia l'occhio destro quello che guarda il sinistro
taccia la bocca memore di quel che ha visto
che io mi muovo adesso prima che sia mattino
nessuno stia al mio passo sotto il cielo turchino...”
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("Il ladro e il padrone" - Ascanio Celestini)

15 giugno 2009

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MINA
--> PORTATI VIA <--
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E mentre brucia lenta questa sigaretta
io sto seduta qui che non ho fretta
ti ascolto, dimmi, tanto è come l'altra volta
facciamo pace a letto e non dentro la testa
chiunque ci sentisse in questa discussione
direbbe: "lei cretina, ma lui che gran coglione"
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quante bugie mi hai detto, dove ti ho trovato
in quale maledetto giorno t'ho incontrato
lo sai che se ti guardo adesso non mi piaci
ridammi le mie chiavi, dimentica i miei baci
non voglio più nemmeno toccare le coperte
dove ti sei sdraiato, dove ti senti forte
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che cosa c'è da dire, cosa c'è da fare
siamo due cuori affetti dallo stesso male
non c'è niente da dire, niente più da fare
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portati via
le tue valigie, il tuo sedere tondo, i tuoi caffè
portati via
i fiori finti, la tua faccia, la tua gelosia
vai via, portati lontano da me
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e mentre brucia lenta questa sigaretta
sorrido, fingo e ti accompagno sulla porta
io nei tuoi occhi leggo "scusa" un'altra volta
poi la tua schiena si allontana quanto basta
così ti vedo andartene su queste scale
da questo astratto amore, da questo stesso male che mi fai
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che cosa c'è da dire, cosa c'è da fare
siamo due cuori affetti dallo stesso male
non c'è niente da dire, niente più da fare
...
portati via
le tue valigie, il tuo sedere tondo, i tuoi caffè
portati via
i fiori finti, la tua faccia, la tua gelosia
vai via, portati lontano da me
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portati via
portati lontano da me
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10 giugno 2009

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"Se il dito indica il cielo, lo stupido guarda il dito..."

01 giugno 2009

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FABRIZIO DE ANDRE'
--> ANIME SALVE <--
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Mille anni al mondo, mille ancora
che bell'inganno sei anima mia
e che bello il mio tempo
che bella compagnia
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sono giorni di finestre adornate
canti di stagione
anime salve in terra e in mare
sono state giornate furibonde
senza atti d'amore
senza calma, di vento
solo passaggi e passaggi
passaggi di tempo
ore infinite come costellazioni
e onde spietate come gli occhi della memoria
altra memoria e non basta ancora
cose svanite, facce e poi il futuro
i futuri incontri di belle amanti scellerate
saranno scontri, saranno cacce
coi cani e coi cinghiali saranno rincorse
morsi e affanni per millenni
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mille anni al mondo, mille ancora
che bell'inganno sei anima mia
e che grande il mio tempo
che bella compagnia
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mi sono spiato illudermi e fallire
abortire i figli come i sogni
mi sono guardato piangere
in uno specchio di neve
mi sono visto che ridevo
mi sono visto di spalle che partivo
ti saluto dai paesi di domani
che sono visioni di anime contadine
in volo per il mondo
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mille anni al mondo, mille ancora
che bell'inganno sei anima mia
e che grande questo tempo
che solitudine, che bella compagnia.