15 giugno 2010

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PEDRO SALINAS
--> ETERNA PRESENZA <--
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Non importa che non ti abbia,
non importa che non ti veda.
Prima ti abbracciavo, prima ti guardavo.
Ti cercavo tutta, ti desideravo intera.
Oggi non chiedo più né alle mani
né agli occhi le ultime prove.
Di starmi accanto, ti chiedevo prima.
Sì, vicino a me. Sì, però lì fuori.
E mi accontentavo di sentire
che le tue mani mi davano le tue mani
che ai miei occhi assicuravano presenza.
Quello che ti chiedo adesso è di più
molto di più che bacio o sguardo
è che tu stia più vicino a me, dentro.
Come il vento è invisibile
pur dandola sua vita alla candela.
Come la luce è quieta, fissa, immobile
fungendo da centro che non vacilla mai
al tremulo corpo di fiamma che trema.
Come è la stella, presente e sicura
senza voce e senza tatto
nel cuore aperto, sereno, del lago.
Quello che ti chiedo è solo
che tu sia anima della mia anima
sangue del mio sangue, dentro le vene.
Che tu stia in me come il cuore mio
che mai vedrò, toccherò e i cui battiti
non si stancano mai di darmi la mia vita
fino a quando morirò.
Come lo scheletro, il segreto profondo
del mio essere che solo mi vedrà la terra
però che in vita è quello che si incarica
di sostenere il mio peso, di carne e di sogno
di gioia e di dolore, misteriosamente
senza che ci siano occhi che mai lo vedano.
Quello che ti chiedo è che la corporea e
passeggera assenza non sia per noi dimenticanza
né fuga, né mancanza: ma che sia per me
possessione totale dell'anima lontana,
eterna presenza.

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